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venerdì 12 dicembre 2014

Le Fasi del Parto


Nella cagna e nella gatta il parto si articola in tre fasi principali:
STADIO 1: è lo stadio di preparazione al parto dove si ha un principio di contrazioni uterine che termina con il rilassamento della cervice.
Durante questa fase la futura madre tende ad isolarsi, è nervosa e potrebbe assumere l’atteggiamento dello “scavare”. Alcune si mostrano inappetenti e si possono verificare episodi di vomito e diarrea. Spesso si rilevano tremori sulla superficie corporea e la temperatura inizia ad abbassarsi (sotto i 37,5°C).
Questa fase può durare 6-12 ore ma nelle primipare e nei soggetti molto nervosi può arrivare alle 24 ore.
In questa fase è bene assecondare le esigenze della femmina che potrebbe necessitare della presenza consolatoria del proprio padrone o volersi isolare completamente.
STADIO 2: è la fase di espulsione vera e propria. I feti fuoriescono in modo alternato da un corno e dall’altro. Fisiologicamente il 40% nasce in presentazione podalica (treno posteriore) mentre il 60% nasce in presentazione cefalica (testa).
Il primo elemento che si intravede dalla vulva della madre è il sacco allantoideo che contiene un liquido trasparente. La rottura di questo sacco determina la cosiddetta rottura delle acque. A partire da questo momento il primo cucciolo può impiegare dalle 3 alle 12 ore perché venga espulso.
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I cuccioli sono spesso avvolti dal sacco amniotico che la madre provvederà a rompere con i denti entro 1-2 minuti dalla nascita. Il lambimento vigoroso permette la liberazione delle narici del cucciolo dai liquidi fetali e la stimolazione cardio-vascolare della cassa toracica che facilita il primo atto respiratorio (primo grido).
A questo punto la madre reciderà con i denti il cordone ombelicale e mangerà la placenta. Tra l’espulsione di un cucciolo e l’altro passano circa 20-30 minuti ma può passare anche più tempo a seconda della situazione (massimo 4 ore).
E’ molto importante sapere che se la madre non interviene entro un minuto dall’espulsione del cucciolo è necessario che il proprietario o il veterinario che segue il parto intervenga subito. Ecco un breve vademecum su come intervenire:
1. Rompere il sacco amniotico con le dita estraendo il cucciolo;
2. Liberare subito le narici dai liquidi con carta asciutta e pipette pediatriche;
3. Recidere il cordone ombelicale con forbici sterili dopo aver praticato una legatura riassorbibile a 2-3 cm dall’addome. Disinfettare con Betadine.
4. Asciugare e strofinare vigorosamente il cucciolo soprattutto sul dorso per stimolare gli atti respiratori;
5. Una volta emesse le prime grida far attaccare il cucciolo alla mammella.
L’intera fase di espulsione può durare anche 24 ore.
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STADIO 3: coincide con l’espulsione delle placente che può avvenire con la nascita dei cuccioli o con le successive nascite.
A fine parto la cagna si tranquillizza e si dedica interamente alla prole.
Per essere sicuri che il parto sia realmente terminato si può palpare l’addome o effettuare una radiografia se la cagna/gatta si trovano in clinica.
Infine si somministra una dose di ossitocina per permettere il completo svuotamento dell’utero. Da questo momento si consiglia terapia con derivati della segale cornuta per diminuire la possibilità di emorragie post partum nei quattro giorni seguenti. Si ricorda che la perdita di lochiazioni (secreti uterini) è normale nei trenta giorni seguenti il parto.
A partire dal giorno successivo al parto si somministra inoltre un supplemento dietetico vitaminico e minerale che deve essere protratto fino allo svezzamento dei cuccioli. Questo evita infatti squilibri minerali nella madre che potrebbero aumentare l’incidenza di eclampsia puerperale: condizione patologica determinata da carenza di calcio nell’organismo che viene recuperato dalle riserve ossee e muscolari per poter essere trasferito nel latte.


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Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 5 dicembre 2014

Fisiologia del Parto

L'elemento cardine dell'inizio del parto si identifica nel feto. 
A causa della crescita fetale e dell'ipossia conseguente alle dimensioni eccessive si verifica una situazione di stress nel feto stesso che provoca il rilascio ipofisario di ormone dello stress (ACTH).
Questo ormone stimola le ghiandole surrenali fetali al rilascio di corticosteroidi i quali agiscono sulla placenta determinando una diminuzione della secrezione di progesterone e un aumento del tasso di estrogeni.
ormini parto
Gli estrogeni sono i responsabili della cascata di eventi successiva:

-sensibilizzano l'utero all'ossitocina;
-aumentano la contrattilità del miometrio;
-inducono la sintesi di prostaglandine.
In particolare le prostaglandine inducono la luteolisi (rottura del corpo luteo), evento che determina una drastica caduta del tasso di progesterone a livello ematico.
Questo è il momento in cui si ha il rilascio di relaxina: ormone che provoca il rilassamento della pelvi materna e delle vie genitali femminili, condizioni determinanti per la riuscita dell'espulsione fetale.
La dilatazione della cervice induce il cosiddetto RIFLESSO DI FERGUSON: impulso nervoso che arriva all'ipotalamo materno dove determina il rilascio di ossitocina che aumenta la contrattilità del miometrio.
ormini parto 2
Circa 18-24 ore prima del parto la temperatura corporea della madre diminuisce arrivando sotto i 37,5°C. Questo evento coincide con la drastica caduta del progesterone ematico, e quando questo si trova al di sotto dei 2 ng/ml il parto ha inizio.
Il parto si articola in tre fasi consecutive: fase dilatante, fase espulsiva e fase di secondamento. 


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Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 28 novembre 2014

Problemi dello Sviluppo Fetale


In questo articolo tratteremo in modo più approfondito dei potenziali fattori in grado di interferire con lo sviluppo embrionale e fetale. Questi fattori possono essere di natura genetica, strutturale e ambientale; tra questi ultimi rientrano gli agenti infettivi, i farmaci teratogeni (cioè che provocano delle alterazioni cellulari nell’embrione) e gli squilibri nutrizionali.
FETO CANE
Quando si verificano problemi genetici, sono di solito a causa di mutazioni o elevata consanguineità tra due individui. Le mutazioni sono “errori” che compaiono durante la replicazione del DNA e che portano alla produzione di proteine anomale. Le proteine anomale determinano gravi alterazioni del metabolismo, e nei casi più gravi questa situazione può non essere compatibile con la vita di un individuo. La consanguineità invece è la scarsa mescolanza di materiale genetico che deriva dall’accoppiamento di soggetti molto vicini come grado di parentela. Essendoci poca variabilità genetica si incentiva l’ereditarietà non solo delle caratteristiche positive di due individui, ma anche di quelle negative. Motivo per cui è sempre indicato evitare l’accoppiamento tra due soggetti della stessa stirpe.
I difetti strutturali invece sono causati da errori durante lo sviluppo e la formazione di una determinata parte del corpo del feto. Le cause sono spesso di tipo meccanico come traumi, temperature eccessive, o qualsiasi condizione fisica che interferisce con la costruzione della struttura del corpo. Nei gattini questi difetti compaiono con un’incidenza del 3%, mentre nei cuccioli l’incidenza è del 6%.
Cause ambientali dei difetti fetali possono essere l’esposizione a parassiti, batteri o virus durante lo sviluppo fetale. Un altro importante difetto ambientale è l’uso improprio di farmaci in gravidanza. Consultate sempre il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare qualsiasi sostanza soprattutto se la cagna o la gatta è gravida.
Una classe di potenziali teratogeni è data dal deficit o dall’eccesso di certi nutrienti.
Per esempio nella cagna è molto importante l’integrazione della dieta con l’acido folico, vitamina del gruppo B che sembra essere coinvolta nel processo di replicazione del DNA e che se presente in giuste quantità porta ad una drastica diminuzione dell’incidenza di palatoschisi nei cuccioli, situazione per cui la cavità nasale e quella buccale comunicano tra loro per mancata fusione delle ossa palatine.
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Nella gatta invece sono necessari elevati livelli di taurina, arginina e acido arachidonico, tutte sostanze necessarie per lo sviluppo fetale.
In linea generale si può concludere affermando che il migliore approccio da adottare per diminuire l’incidenza di questi difetti consiste nella buona gestione della vita della femmina già prima dello stato di gravidanza: regolarità dei vaccini, trattamenti svermanti periodici, ambienti puliti e salubri, alimentazione sana ed equilibrata, somministrazione di farmaci solo sotto controllo medico veterinario. Tutte queste precauzioni aiutano a mantenere livelli molto bassi di difetti nei nascituri.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello     
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venerdì 21 novembre 2014

Le Modificazioni Legate alla Gravidanza

Durante la gravidanza l’organismo materno subisce dei cambiamenti dovuti alla presenza di nuove vite che si sviluppano e crescono con esigenze particolari.

Le prime modificazioni che si verificano sono quelle di tipo ormonale.
PROGESTERONE. E’ un ormone importantissimo per il mantenimento della gravidanza, e la sua produzione nella cagna è compito esclusivo dell’ovaio, mentre nella gatta alcuni autori ipotizzano venga prodotto anche dalla placenta ma solo in piccolissime quantità. La sintesi del progesterone da parte del corpo luteo (ciò che resta del follicolo dopo il rilascio dell’ovulo) è stimolata da altri due ormoni: LH e prolattina al secondo mese di gravidanza.
Con il progredire della gestazione si ha un aumento del tasso di progesterone che diminuisce gradualmente in prossimità del parto.
ESTROGENI. Sono molto bassi nella prima metà della gravidanza, mentre aumentano a fine gestazione dove determinano uno sviluppo del tessuto mammario.
ORMONI GRAVIDANZA
PROLATTINA. Questo ormone sembra essere alla base del comportamento materno come la costruzione del nido ed è anche coinvolto nel meccanismo della lattazione. La sua concentrazione aumenta gradualmente nell’ultimo periodo di gravidanza e in particolare si registrano due picchi: uno poco prima del parto e uno durante l’allattamento dei piccoli.
RELAXINA. Questo ormone viene secreto dall’unità feto-placentare a partire dal 24° giorno di gravidanza. E’ un ormone specifico per cui il suo rilevamento a livello ematico è indicativo di una gravidanza in atto al 100%. Infatti questo ormone non viene secreto in corso di pseudogravidanza.

Nella gestante vi sono inoltre una serie di modificazioni fisiologiche da non confondere con processi patologici.
SANGUE. Si riscontra una lieve forma di anemia soprattutto nella seconda metà della gravidanza e leucocitosi (più frequente nella cagna). Solo nella cagna c’è un aumento del colesterolo e delle proteine totali.
CUORE E VASI. Si ha un aumento della volemia, della gittata cardiaca del 40%, della frequenza respiratoria e del consumo di ossigeno del 20%.
ALTRI ORMONI. Nella cagna gravida o in diestro c’è una maggior resistenza all’insulina a causa degli alti livelli di progesterone. Infatti questo può favorire la comparsa di uno stato pre-diabetico.
ALTRE SOSTANZE. Nella cagna si registra inoltre un aumento della PCR (Proteina C Reattiva) e del fibrinogeno.
COMPORTAMENTO. Le variazioni comportamentali sono incostanti e molto soggettive, per cui non rientrano tra i criteri di diagnosi di una gravidanza.     
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sabato 28 giugno 2014

Fisiologia della Gravidanza

Nella migliore delle ipotesi l’accoppiamento naturale o l’inseminazione artificiale esita nella gravidanza. L’instaurarsi di una gravidanza dipende da molti fattori fisici e fisiologici di cui abbiamo precedentemente parlato, ma sicuramente il fattore più determinante coincide con la corretta gestione del calore della femmina a partire dalle prime manifestazioni. Per questo è sempre indicato affidarsi alle competenze di un medico veterinario operante nel settore della riproduzione dei piccoli animali.
Vediamo nel dettaglio cosa succede ad un organismo femminile durante le fasi del concepimento e dello sviluppo embrionale prima, fetale poi.
La cagna ad ogni calore ovula da 3 a 15 oociti (in media 7 cellule uovo) a seconda della taglia, infatti maggiore sarà la mole della femmina maggiore sarà il numero di oociti ovulati. Il momento di massima fertilità per la cagna non coincide con il momento dell’ovulazione, perché da questo momento in poi passeranno 48 ore perché gli oociti siano maturi e quindi fecondabili dagli spermatozoi.
La gatta ovula dopo l’accoppiamento e più si ripete più è elevata la stimolazione ormonale che porta alla liberazione di un numero di oociti maggiore.
In entrambe le specie gli oociti liberati in seguito allo scoppio del follicolo giungono a livello della tuba dove avverrà l’ incontro con gli spermatozoi: l’evento prende il nome di fertilizzazione e porta alla formazione di una nuova cellula chiamata zigote. Gli oociti non fertilizzati iniziano a degenerare dal 6° giorno dopo l’ovulazione, quindi più tardi avverrà l’inseminazione, meno oociti verranno fecondati e di conseguenza la prole sarà meno numerosa.
discesa zigote

Gli zigoti iniziano ad evolversi e a divenire organismi pluricellulari sempre più complessi e prendono il nome di blastocisti. Contemporaneamente continuano il loro percorso nelle vie genitali verso l’utero che raggiungono tra il 4° e il 6° giorno. In questo periodo le blastocisti fluttuano nelle corna uterine fino al momento dell’impianto che avviene tra il 15° e il 17° giorno post-ovulazione nella cagna e il 12°-13° giorno post-ovulazione nella gatta.
Il momento dell’impianto coincide con l’inizio della formazione di una particolare struttura che permette le connessioni materno-embrionali: la placenta. In termini anatomo-fisiologici questa struttura viene definita endotelio-coriale e zonata. Endotelio-coriale poiché la comunicazione tra madre e feto avviene esattamente tra la parete dei vasi sanguigni materni (endotelio-) e i tessuti del feto (-coriale); zonata invece perché si dispone ad “anello” intorno alla parete interna dell’utero.
placenta zonata
La funzione della placenta è quella di protezione nei confronti del feto, gli conferisce il nutrimento necessario per la sopravvivenza, catabolizza le sostanze di scarto del feto, permette un certo grado di competenza immunitaria nel feto (anche se abbastanza scarsa), produce delle sostanze ormonali che permettono il mantenimento della gravidanza stessa.
Altri annessi fetali sono dall’interno all’esterno: il sacco vitellino (scompare presto), il sacco amniotico (a diretto contatto con il feto), l’allantoide (grossa vescicola ripiena di materiale fluido) e il corion (rivestimento più esterno).      
 
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lunedì 23 giugno 2014

Il Calore

Cani e gatti che scappano di casa alla prima occasione: basta che il proprietario si distragga un secondo ed ecco che fuggono come saette, per poi tornare stremati e distrutti dopo ore di corse per le strade.
Cagnette e gattine che improvvisamente in un certo periodo dell'anno cominciano a comportarsi in modo, come dire, insolito: iniziano a produrre strani versi vocali, si rotolano per terra, vorrebbero uscire e spesso il proprietario nota delle piccole perdite di sangue (soprattutto nella cagna, poichè la gatta con il continuo leccarsi provvede a farle scomparire subito). Tutto questo, come avrete notato, avviene con una certa ciclità nell'arco di un anno. I motivi di questi particolari comportamenti e della loro ciclica comparsa sono da ricercare nel fatto che sia nella cagna che nella gatta si ha il cosiddetto ciclo estrale (calore). Con questo termine si intendono tutti quei cambiamenti fisiologici e comportamentali che avvengono nelle femmine in periodi particolari, durante i quali si possono accoppiare.
Questo evento viene annunciato ai maschi con una serie di segnali visivi e olfattivi, in quanto la femmina è in grado di produrre degli odori particolari (detti feromoni) che vengono avvertiti dal maschio anche a distanze notevoli. Ecco spiegato il comportamento fuggitivo di alcuni cani e gatti soprattutto in determinati periodi dell'anno.
Il ciclo estrale nella cagna e nella gatta è caratterizzato dalla presenza di quattro fasi: proestro, estro, diestro, anestro.
Queste fasi si ripetono nelle due specie da noi considerate in modo diverso, infatti la gatta è “poliestrale stagionale”, mentre la cagna è “monoestrale non stagionale”.
Ciò significa che la gatta presenta più calori tra gennaio e marzo. Da questo momento in poi la frequenza dei calori diminuisce gradualmente fino ad ottobre, mese che segna l’inizio dell’anestro (assenza di calori) che termina a dicembre.
In realtà i gatti che vivono perennemente in casa possono perdere la percezione delle variazioni climatiche, per cui possono mostrare calori anche in altri periodi.
La cagna invece presenta di norma due soli calori all’anno intervallati da una lunga pausa sessuale (anestro) della durata di circa 6 mesi.
In realtà ci sono molte differenze tra razze: per esempio, il Basenji, il Boston terrier e il Dingo presentano un solo calore all’anno mentre il Pastore tedesco raggiunge i tre calori all’anno, ad intervalli di 150 giorni.
Per entrambe le specie la prima fase che segna l’inizio del calore è detta
proestro. Questa fase nella cagna è ben evidente in quanto iniziano le manifestazioni tipiche del calore ( vulva ingrossata, perdite di sangue dalla vagina etc), dove però si ha ancora il rifiuto del maschio.
Nella gatta dura molto poco e spesso non è identificabile.
Segue la fase dell’estro: è la fase del ciclo ovarico in cui la femmina accetta l’accoppiamento con il maschio.
A questo punto si avvia la fase del diestro che può coincidere con la gravidanza nel caso in cui l’accoppiamento sia andato a buon fine.
Al contrario se non si è instaurata una gravidanza, semplicemente scomparirano le tipiche manifestazioni del calore.
Dopo questa fase nella gatta inizierà il cosiddetto interestro: periodo di breve durata tra un ciclo e l’altro.
Nella cagna invece la fine del ciclo estrale è segnato dall’anestro (della durata di circa 4-6 mesi) periodo durante il quale la femmina non esercita attrazione sul maschio e non esprime sintomi di estro o di attività ovarica fino al successivo ciclo.
E' importante individuare le varie fasi del calore perchè la femmina può accoppiarsi solo in determinati giorni durante questo periodo. Infatti, nella maggior parte dei casi, il fallimento di un accoppiamento deriva proprio dalla mancata individuazione dei giorni fecondi. Per questo motivo, di fronte ad un proprietario che esprime la volontà di far riprodurre il proprio pet, noi consigliamo sempre il buon giudizio del medico veterinario.

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martedì 3 giugno 2014

Diagnosi di Gravidanza nella Cagna e nella Gatta Mediante Ecografia

Il metodo più sicuro per valutare lo stato di gravidanza è sicuramente l’ecografia.
Con tale ausilio è possibile valutare la vitalità e la frequenza cardiaca dei feti. Inoltre è possibile monitorarne le fasi di crescita e sviluppo.
Vediamo ora cosa si può rilevare con l’ecografia in ordine cronologico considerando come giorno “zero” quello in cui si è verificata l’ovulazione.
17-19° giorno: è visibile una vescicola anecogena (nera) circondata da una linea iperecogena (bianca) che rappresenta la parete della vescicola. Questa risulterà sempre di forma tondeggiante in tutte le sezioni.
20° giorno: il diametro della vescicola arriva a 7 mm e la lunghezza è di 15 mm.
21° giorno: è visibile l’embrione all’interno della vescicola.


eco gravidanza cagna
25-30° giorno: è il periodo ideale per approssimare il numero totale dei feti.
22-23° giorno: inizia l’attività cardiaca, ben più valutabile al 28-29° giorno. La frequenza cardiaca è di 200-250 battiti al minuto e cala in prossimità del parto.
24-25° giorno: è visibile la placenta mentre il cordone si individua tra il 28-30° giorno.
30-32° giorno: compaiono gli abbozzi degli arti.
32-34° giorno: compaiono i nuclei di ossificazione.
34-35° giorno: si individuano i primi organi addominali, ovvero lo stomaco e la vescica che appaiono come due strutture tondeggianti anecogene (nere).

34-36° giorno
: iniziano i movimenti fetali.
37-39° giorno: si ha la divisione del cuore nelle quattro camere.
37-45° giorno: si rendono visibili i reni e gli occhi.
38-39° giorno: sono visibili i polmoni dall’ecogenicità maggiore del fegato (cioè più bianchi). Mentre il fegato è ipèrecogeno in confronto al resto dell’addome (cioè più bianco).
55-61° giorno: è visibile l’intestino.
Nonostante la valutazione dello sviluppo fetale ci dia degli ottimi indici per stabilire la data del parto non sarà mai precisa. Un metodo molto valido per stadiare la gravidanza è quello del rilevamento del diametro della vescicola embrionale nella prima metà della gravidanza e il diametro biparietale del cranio nella seconda metà. Esistono infatti delle formule matematiche che a partire da queste misure portano all’individuazione dei giorni mancanti al parto.
Un ausilio diagnostico molto importante è rappresentato dalla radiologia, ma attenzione perché si può ricorrere a questa metodica solo dopo il 45° giorno di gravidanza, quando gli scheletri fetali iniziano il processo di mineralizzazione e sono quindi visibili sulla radiografia.
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E’ importante eseguire la lastra a fine gravidanza per risalire al numero esatto di feti (contando le strutture craniche e le colonne vertebrali) e per paragonare il diametro della testa fetale all’asse trasverso della pelvi materna.
Nella gatta la diagnosi di gravidanza segue lo stesso schema della cagna.
In radiografia si studiano le strutture ossee per valutare l’età fetale.
38-40° giorno: sono visibili cranio, scapola, omero, femore, vertebre e costole.
43° giorno: sono visibili tibia, fibula, ileo, ischio.
49° giorno: sono visibili metatarso e metacarpo.
52-53° giorno: sono visibili lo sterno e le dita.
56-63° giorno: sono visibili i molari.
Una volta diagnosticata la gravidanza dovremmo adottare una serie di misure perché la futura madre sia in perfetta salute al momento del parto.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello      
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Diagnosi di Gravidanza nella Cagna e nella Gatta: La visita Clinica

Come valutare se un accoppiamento sia andato a buon fine e che la femmina sia effettivamente gravida?
Per diagnosticare una gravidanza esistono una serie di ausili che possiamo utilizzare a partire dal 19° giorno di un ipotetico concepimento. Questi ausili comprendono: modificazioni comportamentali, modificazioni fisiche, la palpazione addominale, il dosaggio ematico (nel sangue) di alcune sostanze, l’ecografia e la radiografia.
MODIFICAZIONI COMPORTAMENTALI: la cagna può sembrare più calma e meno attiva del solito, ma questo parametro non è affidabile poichè si riscontra anche in corso di gravidanza isterica (o pseudogravidanza).
MODIFICAZIONI FISICHE: dal 25-30° giorno post-accoppiamento si verificano delle perdite vaginali mucose abbastanza caratteristiche; i capezzoli e le mammelle sono più sviluppati ma attenzione poiché anche in corso di pseudogravidanza si verifica tale fenomeno; alla 3-4° settimana di gravidanza può verificarsi una diminuzione dell’appetito; infine l’aumento di peso e delle dimensioni dell’addome sono proporzionali al numero di feti e alla taglia dell’animale.
PALPAZIONE ADDOMINALE: tra il 24-35° giorno post-ovulazione si riescono a palpare le vescicole embrionali poiché sono ben divise tra loro. Dopo questo periodo non sono più palpabili poiché confluiscono in un cordone unico. Dopo il 45° giorno quando le strutture ossee crescono si percepiscono i feti manualmente. E’ utile completare la palpazione addominale con l’auscultazione del battito fetale a fine gestazione ponendo il fonendoscopio a livello ombelicale.
ESAMI DEL SANGUE: il rilevamento di alcune sostanze nel sangue possono essere d’aiuto nella diagnosi di gravidanza.
Per esempio la relaxina, detta anche “ormone specifico della gravidanza”, viene prodotta solo ed esclusivamente dalla placenta a partire dalla 3° settimana post-concepimento. In realtà non è un indicatore assoluto poiché questa sostanza si rinviene anche nei casi di riassorbimento embrionale.
Il progesterone non è un indicatore di gravidanza poiché il suo aumento post-accoppiamento si verifica sia nel diestro non gravidico che nella pseudogravidanza.
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Anche la prolattina non varia significativamente nella gravidanza rispetto ad una situazione patologica di pseudogravidanza.
Infine esiste una sostanza che si trova normalmente nel circolo ma durante la gestazione raggiunge valori significativamente più elevati: il fibrinogeno. Questo è prodotto dal fegato materno secondo stimoli placentali e stimoli chimici indotti dalla produzione di prostaglandine e interleuchina 2. Valori elevati di fibrinogeno dopo il 28° giorno di gravidanza sembrano avere un’attendibilità del 100% per quanto riguarda la diagnosi di gravidanza nella cagna.
La valutazione del fibrinogeno risulta molto utile quando si ha a che fare con soggetti che partecipano ad esposizioni di bellezza e per i quali si vorrebbe evitare la tricotomia dell’addome necessaria per l’esecuzione dell’ecografia.
Nel prossimo articolo tratteremo della diagnosi di gravidanza tramite l’ecografia e la radiografia, metodi infallibili.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 20 maggio 2014

La Fine del Calore o Diestro

Come precedentemente accennato il diestro individua quella fase del ciclo in cui l’ormone predominante è il progesterone, poiché prodotto in grandi quantità dai corpi lutei. A seconda che sia avvenuta o meno la fecondazione si parla di un diestro gravidico e un diestro non gravidico, detto pseudogravidanza.
Nella gatta il diestro gravidico, o meglio la gravidanza, si protrae per circa 60 giorni, mentre nella cagna per 63-65 giorni. diestro-gatta
Durante questa fase le manifestazioni tipiche del calore cessano definitivamente: la vulva ritorna al suo aspetto normale, lo scolo vaginale è assente o può diventare ematico-purulento per pochi giorni. Dal punto di vista comportamentale la femmina rifiuta il maschio e diventa più docile e tranquilla.
Nella cagna e nella gatta in diestro il progesterone subisce un forte aumento: nella cagna dopo 15-30 giorni dal picco di LH arriva ad una concentrazione di 15-90 ng/ml, mentre nella gatta il picco di progesterone (> 20 ng/ml) è raggiunto 20-25 giorni dopo l’accoppiamento. Nell’animale non gravido raggiunti questi valori, il progesterone decresce gradualmente fino a concentrazioni basali di 1-2 ng/ml al termine del diestro non gravidico (75° giorno per la cagna; 30-40° giorno per la gatta).
LA CAGNAdiestro-cane
Nella cagna il progesterone viene prodotto unicamente dai corpi lutei e non dalla placenta, questo significa che i valori di questo ormone restano gli stessi, sia essa gravida oppure no, fino al 60° giorno dopo il picco di LH (cioè 10 ng/ml). In seguito la discesa dell’ormone è più lenta nell’animale non gravido.
LA GATTA
Nella gatta, gravida o no, l’andamento del progesterone è sovrapponibile fino al 25° giorno post-accoppiamento. In seguito nel soggetto non gravido l’ormone decresce fino al 30-40° giorno, mentre nell’animale gravido si stabilizza intorno a valori di 5-10 ng/ml e scende maggiormente dopo il 60° giorno.
Indipendentemente dalla presenza di una gravidanza, nella gatta il calore riprende circa 7-10 giorni dopo la luteolisi (degenerazione dei corpi lutei), anche se il riposo sessuale può comparire durante l'allattamento e si protrae per 2 o 3 settimane dopo lo svezzamento. Al termine di questo poi se la stagione è riproduttiva, la gatta presenterà il calore in un intervallo di tempo compreso tra 10 e 27 giorni, altrimenti entrerà nella fase di riposo sessuale per tutta la stagione.diestro2
Al termine del diestro i contemporanei calo del progesterone e aumento della prolattina possono stimolare lo sviluppo delle mammelle e la produzione di latte anche in femmine non gravide, per cui si parlerebbe di una condizione patologica detta “pseudogravidanza” o “falsa gravidanza”. Questa patologia è particolarmente ricorrente in soggetti timidi o remissivi, e questo è spiegato dal fatto che in branco solo i soggetti dominanti possono riprodursi, mentre le altre femmine si sincronizzano in modo da essere pronte per l'allattamento dei cuccioli in caso di necessità.
In realtà, secondo l'esperienza di molti, nella gatta non ci sono quasi mai dei sintomi riferibili a tale patologia. Individuare l'inizio del diestro può essere importante se il proprietario non desidera che la propria cagna rimanga gravida, poiché da questo momento in poi tutte le modificazioni ormonali e organiche renderanno impossibile l'instaurarsi di una gravidanza.
Oppure può essere interessante individuare il primo giorno di diestro di una cagna che si è accoppiata per stabilire esattamente il giorno in cui partorirà.
L'ultima fase del ciclo è l'anestro che coincide con il riposo sessuale fino alla ricomparsa del calore successivo.
 
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Il Calore o Estro

La seconda fase del ciclo ovarico coincide con l’estro: questo è il momento in cui la femmina accetta l’accoppiamento con il maschio.
LA GATTA Nella gatta questa fase dura dai 7 ai 9 giorni. L’atteggiamento della gatta in estro è simile a quello presentato durante il proestro, ma più accentuato: emette vocalizzazioni più frequenti, rotolamenti, calpestii con le zampe posteriori, intensi strofinamenti della testa e deviazione della coda: in questo modo infatti la gatta espone la vulva per l’accoppiamento accovacciandosi con la parte anteriore premuta contro il pavimento e sollevando la parte posteriore.
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Nella gatta l’accoppiamento è più rapido e violento: il maschio morde il collo della femmina e, pedalando con gli arti posteriori, sfiora i fianchi della compagna inducendola ad esporre l’area genitale. Avvenuto l'accoppiamento dopo una pausa di circa 10 minuti la femmina è di nuovo recettiva per altri accoppiamenti (anche 4-5 in un’ora!!) con lo stesso partner o con partner diversi.
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Dal punto di vista ormonale, la gatta presenta un quadro diverso dalla cagna. Infatti nella cagna il picco di LH e l'ovulazione avvengono prima dell'accoppiamento. Nella gatta invece l'ormone LH viene rilasciato gradatamente in dosi sempre maggiori ad ogni accoppiamento avvenuto. Quindi più accoppiamenti si hanno e più elevata sarà la dose di LH necessaria perché avvenga l’ovulazione. Il picco di LH nella gatta dura molto poco: 4-16 ore. In questa specie il progesterone si mantiene a livelli standard fino al momento dell’ovulazione, per poi aumentare dopo 24-48 ore: momento in cui i follicoli, una volta rilasciate le cellule uovo, si trasformano in corpi lutei. In una gatta che non si accoppia l’ormone rimane a livelli basali.
Per questo anche nella gatta un buon criterio per il monitoraggio del calore è il dosaggio del progesterone.
Quindi alla fine in base ai dati raccolti tramite la lettura dei vetrini e il dosaggio del progesterone ematico, si decide quali devono essere i giorni precisi nei quali la femmina può accoppiarsi con il maschio o è pronta per l'inseminazione artificiale. Questa attenta valutazione medica permette al proprietario di poter gestire facilmente il calore della propria cagna in modo da non perdere la possibilità che rimanga gravida e che partorisca una bella cucciolata.
Dopo la fase estrale la cagna e la gatta entrano nella terza fase del ciclo: il diestro, caratterizzato dalla presenza di una gravidanza o meno.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello     
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Il Proestro: Inizio del Calore

LA CAGNA Il proestro è la fase del ciclo in cui la cagna inizia a manifestrae i segni tipici del calore che con il passare dei giorni saranno sempre più evidenti. La durata del proestro è di circa 9 giorni. Durante questa fase la vulva subisce un aumento di volume, appare allungata, turgida e iperemica (arrossata). Inoltre sono presenti le caratteristiche perdite vulvari di color rossastro che segnano proprio l'inizio del proestro.
vulva vulva1
                  Vulva normale                                           Vulva ingrossata
La cagna può mostrarsi agitata, nervosa, con la tendenza a vagabondare e a marcare il territorio con le urine. In questa fase la cagna inizia ad esercitare una certa attrazione sui maschi, ma si nega alla monta allontanandosi dal compagno o respingendolo. Se la cute circostante la vulva viene adeguatamente stimolata, si possono osservare tre riflessi: contrazioni vulvari, deviazione della coda e l'abbassamento del posteriore. vulva-gatta
LA GATTA Nella gatta il proestro è molto breve: dura 1-2 giorni, ed è identificabile soltanto in pochi soggetti che lo manifestano con il continuo strofinamento della testa e del collo contro qualsiasi oggetto e con l'emissione di vocalizzi. La femmina, pur non essendo ancora pronta per l'accoppiamento, esercita già un intenso richiamo nei confronti del maschio. A differenza della cagna, nella gatta non sono presenti modificazioni macroscopiche a livello dei genitali esterni, anche se a volte può essere presente un lieve edema (aumento di volume).
                     Vulva ingrossata in una gatta in calore
LA PAROLA ALLA FISIOLOGIA Dal punto di vista fisiologico, questa fase del ciclo è caratterizzata dallo sviluppo dei cosiddetti follicoli ovarici: strutture che si sviluppano nell'ovaio e che portano a maturazione la cellula uovo, in modo tale da renderla fecondabile. I follicoli durante questa fase producono estrogeni grazie all'influenza di due ormoni secreti dall'ipofisi (LH e FSH).
Nella cagna in questa fase del ciclo i follicoli produrranno estrogeni (estradiolo) in modo crescente fino al raggiungimento di un picco (cioè la quantità massima prodotta) che si avrà in tardo proestro. Questi ormoni sono alla base delle variazioni comportamentali e organiche osservate durante questo periodo. Inoltre l'estradiolo stimola il rene e il tratto genitale, a produrre feromoni: sostanze volatili che hanno la funzione di attirare i maschi.
Un altro ormone, detto progesterone, ha un ruolo importante nel ciclo estrale.
Nella cagna questo ormone rimane a livelli basali (standard <1-2 ng/ml) fino alla fine del proestro, momento in cui inizia ad aumentare comportando la rottura dei follicoli, in modo tale che venga liberata la cellula uovo. In questo modo il follicolo privato di questa comincia a subire dei cambiamenti che lo porteranno a diventare corpo luteo: un'altra struttura particolare che secerne gli ormoni tipici della gravidanza.
follicolo
Sviluppo dei follicoli e della cellula uovo Quindi mentre il progesterone aumenta, gli estrogeni diminuiscono, e questo è fondamentale perchè la femmina accetti l'accoppiamento.
Dal punto di vista ormonale nella gatta invece il picco di estrogeni descritto sopra non viene raggiunto in tardo proestro come nella cagna, ma viene raggiunto ancora più tardi, quando inizierà la fase del pieno calore. Inoltre nella gatta il progesterone non varia nella sua quantità, ma rimane a livelli basali per tutta la durata del proestro. Il proestro, sia nella cagna che nella gatta, ha termine nel momento in cui la femmina si concede al maschio permettendo l'accoppiamento. Per capire in che fase del ciclo si trova una femmina, oltre alle manifestazioni comportamentali e organiche, si possono osservare le variazioni che avvengono a livello delle cellule della mucosa cervicale (tratto compreso tra vagina e utero). In particolare, studiamo l'aspetto delle cellule per individuare il momento dell'ovulazione che nella cagna si ha a fine proestro. In questo modo saremo poi in grado di stabilire quali sono i giorni fecondi nei quali può avvenire l'accoppiamento. Questo aspetto verrà approfondito maggiormente nel prossimo articolo dove tratteremo della fase del calore vero e proprio: l'estro.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 2 maggio 2014

Identikit del Riproduttore

Quando si decide di far accoppiare due soggetti, è sempre meglio rivolgersi ad un medico veterinario, meglio ancora se specialista del settore. Infatti di un soggetto riproduttore dovranno essere valutati i seguenti punti:
-SEGNALAMENTO, cioè il suo identikit (razza ed età nello specifico)
-ESAME DELLE CONDIZIONI GENERALI
-ESAME PARTICOLARE DELL'APPARATO GENITALE
I due elementi fondamentali per l'identikit di un soggetto riproduttore sono la razza e l'età dell'animale. Vi sono infatti delle razze maggiormente predisposte a presentare patologie o anomalie genitali che si ripercuotono sulla fertilità dell'animale.
L'età è un altro fattore molto importante da considerare in quanto incide parecchio sulla qualità dell'attività riproduttiva. Infatti soggetti di età avanzata risultano più predisposti a patologie che possono comprometterne la fertilità. Nel maschio anziano per esempio ricorrono maggiormente le patologie prostatiche e testicolari, mentre nella femmina anziana ricordiamo la maggior insorgenza di endometriti e cisti ovariche, nonchè la maggior predisposizione a parti lunghi e difficoltosi dove spesso è necessario l'intervento del veterinario (parti distocici).
Inoltre si devono considerare anche una serie di patologie che pur non interessando direttamente la sfera riproduttiva possono comunque comprometterla. Per esempio le patologie articolari possono influenzare l'efficienza della monta nel maschio; invece le patologie endocrine e l'obesità possono alterare la libido sia nel maschio che nella femmina.
Dopo aver identificato il riproduttore, deve essere fatta un'anamnesi approfondita che comprende la storia clinica (profilassi vaccinale, malattie pregresse, eventuali interventi) e la storia riproduttiva (frequenza, durata e ciclicità dei calori, numero di accoppiamenti, parti ).
A questo punto si può procedere con la visita dell'animale in modo da accertarne il buono stato di salute ed escludere eventuali patologie che si potrebbero ripercuotere sulla sua fertilità. Inoltre i riproduttori di razze soggette a specifiche patologie devono essere testati per escludere la presenza di tali malattie prima di venire adibiti alla riproduzione.
Dopo questo importante iter investigativo si può procedere con la visita specialistica vera e propria che comprende l'ispezione e la palpazione degli organi genitali esterni.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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giovedì 1 maggio 2014

L’Accoppiamento

 
Al fine di ottimizzare le prestazioni sessuali e riproduttive dei propri animali forniremo ad allevatori e proprietari coscienziosi una serie di consigli sulla gestione dell’accoppiamento.
  • Prendere sempre nota del primo giorno di inizio delle perdite emorragiche vaginali;
  • Eseguire sempre un attento monitoraggio del calore tramite strisci vaginali e quantificazione del progesterone nel sangue;
  • Una volta individuati i giorni di massima fertilità (a partire da 48 ore dopo l’ovulazione) portare sempre la femmina nel territorio del maschio il quale trovandosi nel proprio ambiente sarà facilitato nei tentativi di monta.
  • Ripetere l’accoppiamento a giorni alterni finchè la femmina è recettiva.
L’accoppiamento segue un preciso rituale per ogni specie animale.
La cagna si mostra disposta alla copula rimanendo ferma e deviando lateralmente o verso l’alto la coda. Recepito il segnale, il maschio la monta e avviene l'accoppiamento.
Una volta avvenuta la penetrazione, il bulbo del pene s’ingrossa formando il cosiddetto “nodo interno”. In seguito all’emissione delle prime due frazioni di sperma, il maschio scavalca la compagna mantenendo il pene in erezione all’interno della vagina e si dispone con il posteriore contro il posteriore della femmina fino al termine dell’accoppiamento. Ricordatevi di non disturbare mai i soggetti durante questi momenti, perchè potrebbero non riuscire nell'intento perchè inibiti dalla nostra presenza o dal nostro intervento.
E’ indicato ripetere gli accoppiamenti a giorni alterni finchè la femmina sarà recettiva.
Nella gatta l’accoppiamento è più rapido e violento: il maschio morde il collo della femmina e, pedalando con gli arti posteriori, sfiora i fianchi della compagna inducendola ad esporre l’area genitale.

ACCOPPIAMENTO GATTA
 
Al termine dell’accoppiamento, il maschio si allontana velocemente per evitare l’aggressività della femmina. In particolare il gatto maschio presenta delle formazioni spinose alla base del pene (spicole) che hanno la funzione di stimolare meccanicamente la mucosa della vagina della femmina, in modo che avvenga l’ovulazione. Infatti nella gatta, al contrario della cagna, l’ovulazione avviene dopo l’accoppiamento (specie ad ovulazione indotta).
A questo punto dopo una pausa di circa 10 minuti la femmina è di nuovo recettiva per altri accoppiamenti (anche 4-5 in un’ora!!) con lo stesso partner o con partner diversi.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello      
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La Valutazione del Seme

I riproduttori devono essere attentamente valutati sotto ogni aspetto fisico e fisiologico. Quest’ultimo aspetto comprende in particolare la valutazione del materiale seminale del maschio.
Nel cane questo viene prelevato con metodo manuale o tramite vagina artificiale da uno specialista del settore. In genere il tutto viene eseguito in ambiente tranquillo ed eventualmente in presenza di una femmina in calore (facilita sicuramente l’operatore nelle manovre successive).
Lo sperma del cane si compone di tre frazioni: la prima è la più abbondante ed è la cosiddetta frazione uretrale che viene scartata all’inizio dell’eiaculazione; la seconda è la frazione spermatica che trasporta gli spermatozoi; la terza infine è la frazione prostatica, più densa.
Nel gatto solo nel 20% dei soggetti si può prelevare il seme con tale metodo. Più semplice è la raccolta tramite tecnica UrCaPI dove si utilizza un particolare farmaco sedativo (medetomidina) capace di provocare il rilascio di piccole quantità di sperma molto concentrato prelevato tramite cateterismo uretrale.
Una volta prelevato, il seme deve essere valutato a partire dal volume e dall’aspetto, caratteristiche che appaiono evidenti da subito all’operatore.
 
spermatozoi  Sia nel cane che nel gatto il colore deve essere biancastro, lattescente più o meno trasparente a seconda della minor o maggior concentrazione.
Nel cane il volume dell’eiaculato varia in base alla taglia: da 2,5 ml nei cani di taglia piccola a circa 80 ml nei cani di taglia gigante.
Nel gatto invece le differenze di volume sono dovute al tipo di prelievo. Infatti con la tecnica UrCaPI si arriva a 10,5 ±5 µl di eiaculato, mentre con il prelievo tramite vagina artificiale si va da 0,01 ml a 0,12 ml.
A questo punto si possono valutare le caratteristiche del seme al microscopio ottico dove è possibile osservare direttamente gli spermatozoi di cui si studia la motilità, la concentrazione, la vitalità e la morfologia.
Riassumiamo nella tabella sotto riportata le caratteristiche dello sperma del cane e del gatto.
 
seme1
 
La valutazione del materiale spermatico è un esame essenziale per testare un maschio riproduttore, in questo modo è possibile garantire sempre il seme migliore per la fattrice.
Infatti questo è uno dei più importanti aspetti da considerare per la buona riuscita di un accoppiamento e del successivo concepimento di cui tratteremo nei prossimi articoli.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello    
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Patologie Riproduttive del Gatto Anziano


Vi siete mai chiesti come mai già alla prima visita del vostro cucciolo o gattino tra i vari argomenti prettamente pediatrici venga affrontato il tema della sterilizzazione per le femmine e quello della castrazione per il maschio? Ebbene in questo articolo troverete la risposta, poiché tratteremo delle patologie dell’apparato genitale tipiche dei soggetti anziani e della possibilità di prevenirle sia in età pediatrica che adulta.
Nei soggetti anziani le patologie riproduttive passano spesso inosservate e vengono individuate dal proprietario quando si trovano ad uno stadio abbastanza avanzato. I segni di patologia riproduttiva infatti non sono sempre legati all’organo genitale in se, ma sono ricorrenti, soprattutto nelle femmine, anche sintomi legati al sistema urinario, digerente, endocrino. Per questo motivo a volte il proprietario sottovaluta questo tipo di problematica. Per agevolarvi in questo arduo compito verranno elencati una serie di segni importanti da considerare come campanello d’allarme per le patologie riproduttive.     
      
CALO DELLE ATTITUDINI RIPRODUTTIVE: nella cagna e nella gatta non esiste una vera e propria menopausa, però si è notato che dopo i 7 anni d’età possono comparire una serie di disturbi che suggeriscono che al di là di questo limite è sconsigliabile farla riprodurre. Infatti oltre i 7 anni si può assistere ad un aumento dei parti distocici (difficoltosi, dove è necessario l’intervento del medico veterinario), aumento della percentuale di mortalità embrionale e perinatale, malformazioni congenite.
Anche nel maschio anziano si assiste ad un calo della capacità di fertilizzazione da parte degli spermatozoi che con l’avanzare dell’età diventano sempre più displasici. Questo può portare alla nascita di soggetti disvitali o malformati a causa dell’elevata probabilità di errore genetico. Nel cane anziano si può assistere inoltre ad un calo della libido dovuto a disfunzioni riproduttive o ad altre patologie come quelle cardiorespiratorie o altre patologie particolarmente debilitanti dove lo sforzo necessario perché avvenga l’atto sessuale non può essere raggiunto a causa della forma fisica notevolmente compromessa. Per questo motivo l’età massima di riproduzione nel cane maschio e nel gatto maschio deve essere intorno agli 8 anni.
SCOLO VULVARE POST-CALORE: spesso nelle femmine intere, ed in particolare nella cagna, si può notare la presenza di uno scolo vulvare più o meno brunastro ed edema (ingrossamento) della vulva a distanza di circa due settimane dalla fine del calore. Questo segno deve essere sempre considerato come anomalo poiché può essere sintomo di patologie ovariche o uterine piuttosto importanti. Tra queste ricordiamo l’iperplasia endometriale cistica dove la mucosa uterina sotto influenza ormonale sviluppa delle cisti di circa 5 mm colme di un liquido sieroso che può infettarsi in seguito ad ingresso di batteri. Se questo avviene le cisti si rompono e il loro contenuto si riversa interamente all’interno dell’utero e l’infezione secondaria porta all’evoluzione in piometra ovvero accumulo di vero e proprio pus.
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Il pus di colore giallastro-rosato può fuoriuscire dalla rima vulvare solo se la cervice è aperta. Al contrario, non potendo essere drenato, continua ad accumularsi all’interno dell’utero che può raggiungere notevoli dimensioni fino a rompersi e provocare una peritonite a volte letale. Nei casi di piometra chiusa le tossine rilasciate dai batteri morti inducono aumento della sete, aumento della minzione, nonché febbre, vomito e abbattimento. In questi casi trattandosi di femmine anziane che non sono più in grado di riprodursi si consiglia l’ovarioisterectomia, ovvero l’asportazione di utero ed ovaie, dopo avere stabilizzato le condizioni generali con fluidoterapia, antibioticoterapia e antipiretici.
A volte anche le cisti ovariche o le neoplasie ovariche possono indurre scolo vulvare, ma più raramente.
NEOFORMAZIONI MAMMARIE NELLA FEMMINA: nelle femmine anziane il 50% delle forme tumorali è costituito dalle neoplasie mammarie con una certa predisposizione di razza.
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Le neoformazioni mammarie possono essere benigne ma anche maligne. In quest’ultimo caso è importante intervenire chirurgicamente il prima possibile se non si evidenziano metastasi a livello polmonare (da valutare nel preoperatorio con una radiografia del torace). Per evitare l’insorgenza di tumori mammari in letteratura si suggerisce la sterilizzazione precoce, in età compresa tra i 6 e i 9 mesi. Infatti il potenziale preventivo della sterilizzazione sembra essere nullo se la chirurgia viene eseguita dopo i 2 anni di età.
NEOFORMAZIONI PELVICHE O VULVARI: a volte è possibile notare la presenza di tumefazioni che sporgono dalla vulva o protrudono a livello prepubico come fossero ernie. Le neoplasie dei genitali esterni e dell’utero si presentano spesso così. Sono per la maggior parte leiomiomi ovvero tumori lisci e ovoidali protrudenti. La chirurgia è la terapia di elezione, dopo avere determinato i margini tumorali tramite TAC ed aver escluso la presenza di metastasi a livello polmonare.
NEOFORMAZIONI TESTICOLARI: nel maschio non è sempre semplice riconoscere la presenza di tumori testicolari. I segni che possono aiutare a individuarli sono l’ipertrofia del testicolo colpito (dove è presennte la neoformazione) e l’atrofia o l’ipotrofia del testicolo controlaterale che subisce la carica ormonale. In corso di neoplasie testicolari si può riscontrare la presenza di endocrinopatie secondarie quali l’ipotiroidismo per inibizione estrogenica del TSH ipofisario e quindi dermatosi.
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In caso di sertolioma (tumore delle cellule del Sertloli) si può riscontrare la presenza della sindrome di femminilizzazione indotta da iperestrogenismo e caratterizzata da un calo della libido, tendenza ad attirare i maschi, ipetrofia delle mammelle ed ipoplasia del midollo osseo con conseguente anemia.
In questi casi la chirurgia è la terapia di elezione dopo aver appurato l’assenza di metastasi polmonari.

PRESENZA DI SANGUE NEL LIQUIDO SEMINALE
: questo segno si associa spesso alle patologie prostatiche. Sotto influenza ormonale (testosterone), la prostata va incontro ad un iperplasia benigna progressiva che può a lungo andare dare problemi urinari, del digerente, del locomotore. La soluzione è di tipo farmacologico e chirurgico con asportazione dei testicoli.
DISFUNZIONI RIPRODUTTIVE DEL MASCHIO SECONDARIE AD ALTRE PATOLOGIE: le affezioni urinarie, quali cistiti, calcolosi etc spesso determinano una modificazione del pH urinario che è in grado di modificare a sua volta la qualità dello sperma. Risolvendo il problema urinario si risolve di conseguenza il problema genitale. A volte una flogosi dei deferenti per cause traumatiche, infettive o compressive possono indurre azoospermia (assenza di spermatozoi nello sperma). Inoltre dopo i 7 anni si assiste ad un naturale calo qualitativo dello sperma per cui è necessario evitare che un soggetto che superi tale età si accoppi.
ECCESSO DELLA LIBIDO NEL MASCHIO: può essere indotta da lesioni neurologiche a livello del pene, iperplasia prostatica, presenza di fecalomi che comprimono le vene pudende che provocano congestione dei corpi cavernosi del pene, infezioni alla vie urinarie, ipertestosteronemia da neoplasia (leydigoma).
Quando una femmina già avanti in età presenta disturbi digestivi o urinari di difficile interpretazione e qualche perdita vaginale, il tutto associato ad irregolarità del ciclo estrale, bisogna immediatamente procedere con indagini mediche accurate per evidenziare un’eventuale neoplasia ovarica o una patologia uterina.
Nel maschio anziano è buona norma sottoporre ad ecografia annuale la zona pelvica per indagare la prostata e la zona perineale per indagare lo stato dei testicoli. E’ inoltre importante non sottovalutare sintomi legati al sistema urinario, digerente e locomotore poiché spesso sono sentinella di patologie genitali importanti.
In conclusione possiamo dire che l’ovariectomia e la castrazione, praticati su soggetti molto giovani o sugli adulti non più adatti alla riproduzione, e i controlli medici periodici costituiscono un’eccellente misura di prevenzione nei confronti delle varie lesioni degenerative e neoplastiche che possono colpire l’apparato genitale.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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