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giovedì 19 giugno 2014

Toxoplasmosi: un Pericolo per la Donna in Gravidanza

La toxoplasmosi è sicuramente la zoonosi che più interessa la vita di tutti i giorni.  La toxoplasmosi è una zoonosi: cioè una malattia che può venire trasmessa dagli animali all’uomo, causata da Toxoplasma gondii, un microrganismo che compie il suo ciclo vitale, estremamente complesso e diverso a seconda dell’ospite, solo all'interno delle cellule.



Il parassita può colpire moltissimi animali e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso l’alimentazione con carne infetta o con verdure contaminate.
Questo perché il gatto può eliminare il toxoplasma con le feci, in tutti gli altri animali il toxoplasma si annida a livello dei muscoli. Qualunque forma venga ingerita può dare malattia. Bisogna però dire che il soggetto che contrae la toxoplasmosi resta poi protetto per tutta la vita.
Normalmente nell’uomo la toxoplasmosi decorre in modo asintomatico o con sintomi estremamente lievi, esistono però due categorie di individui in cui l’evoluzione è estremamente pericolosa ed a volte drammatica: le persone immunodepresse e le donne in gravidanza.

Il ciclo biologico.
Il protozoo toxoplasma ha un ciclo vitale particolare e abbastanza complicato da comprendere. Nell’illustrazione potete vedere come può facilmente infettare animali e persone.



Toxoplasma copie il ciclo intestinale ed extraintestinale solo nei felini, in quanto ospiti definitivi. Per ospite definitivo si intende quello in cui il parassita si replica e viene riimmesso nell’ambiente. Tra questi, il gatto è il più importante per la sua presenza e diffusione nelle aree urbane.
Gli ospiti intermedi, dove può compiere solo un ciclo extraintestinale senza eliminazione del parassita nell'ambiente esterno sono tutti i mammiferi, uomo compreso, ed i volatili.
La localizzazione dei tachizoiti (forme a rapida replicazione) e dei bradizoiti (forme parassitarie tissutali a lenta replicazione) negli ospiti intermedi come nell'ospite definitivo avviene in vari tessuti quali muscolatura, polmone, fegato e cervello; mentre solo nel gatto, unico ospite definitivo, si formano schizonti , gameti e quindi oocisti a livello intestinale.



L’infestazione può avvenire sia con l’assunzione delle oocisti dall’ambiente che tramite l’assunzione di forme che si trovano nelle carni.
La maggior parte dei gatti si infettano tramite l'ingestione di ospiti intermedi con il parassita incistato nei loro tessuti: i piccoli roditori sono i più comuni tra questi. L'ingestione dei bradizoiti  maturi rappresenta la via di trasmissione più importante nel gatto e causa la produzione ed il rilascio di un numero di oocisti molto elevato.
Queste sono eliminate nell'ambiente esterno nella forma non sporulata (non infettante), in seguito, in condizioni ottimali di temperatura ed umidità sporulano diventando potenzialmente infettanti per tutti gli ospiti intermedi, uomo compreso.
L’oocisti sporula nell'ambiente esterno diventando infettante per l'uomo e qualsiasi ospite intermedio in circa 24 ore di tempo in condizioni ottimali o comunque entro 4 o 5 giorni. Le oocisti sono escrete per sole 1 o 2 settimane dal gatto.
Negli ospiti intermedi (uomo e mammiferi) avviene  solo la fase extraintestinale del ciclo caratterizzata solo dallo sviluppo di tachizoiti e bradizoiti.

L’infestazione può avvenire in diversi modi:

-  Per ingestione delle oocisti sporulate  che hanno contaminato alimenti come ortaggi, frutta, insalata
- Per ingestione delle oocisti contenute nelle feci di gatto (contatto con la lettiera ma solo dopo almeno  24 ore dell’emissione delle feci)
-  Per ingestione di tachizoiti o bradizoiti nelle carni crude o poco cotte di altri ospiti intermedi
- Maneggiando carni crude o poco cotte con presenza di ferite sulle mani: ingresso diretto di tachizoiti
- Congenitamente quando la madre è esposta per la prima volta all'infezione, mancando infatti una risposta immunitaria efficace, i tachizoiti possono migrare attraverso la placenta e infettare il feto a livello di vari tessuti ed in particolare a livello del SNC.

Le mosche possono essere dei vettori passivi del parassita potendo insudiciare i cibi con le feci di gatto infetto.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente l’uomo si infetta molto raramente direttamente dal gatto solitamente l’infestazione avviene tramite le verdure crude e le carni poco cotte.

Perché si contrae raramente dal gatto?
L’infestazione dal gatto avviene tramite la pulizia della lettiera, ma le feci devono essere presenti da almeno 24 ore o residui mal lavati, inoltre i gatti che utilizzano la lettiera generalmente sono casalinghi e mangiano alimenti confezionati (non possono contrarre la malattia) e un gatto può eliminare le oocisti solo per alcuni giorni ed una sola volta nella sua vita.
Nei prossimi articoli tratteremo alcuni aspetti  che riguardano  la resistenza dell’oociste nell’ambiente e quelle che sono le precauzioni da prendere durante la  gravidanza. 
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Come Prevenire la Toxoplasmosi in Gravidanza


Torniamo a parlare di toxoplasmosi: valuteremo insieme come si contagia l’uomo, quanto è resistente l’oociste e le precauzioni per la donna in gravidanza.
Modalità di trasmissione
Attraverso i cibi
  • Ingestione di carne cruda o cotta solo in parte, specialmente di suino, ovino o selvaggina. Il ruolo della carne bovina sembra essere minore. Toccarsi la bocca dopo aver manipolato carne cruda contaminata o assaggiare le preparazioni prima o durante la cottura
  • Contaminazione di coltelli, utensili, taglieri o alimenti che sono stati in contatto con della carne cruda contaminata
  • Il latte crudo (non pastorizzato) di capra o pecora può contenere tachizoiti. E se anche i tachizoiti mal sopportano l’acidità gastrica alcune infezioni sono state descritte. Con la carne noi veniamo in contatto con i bradizoiti che sono molto più resistenti ai succhi gastrici e trasmettono l’infezione.
Attraverso l’acqua
  • Bevendo acqua contaminata contenenti le oocisti.
Altre modalità
  • Ingestione accidentale di feci di gatto. Questo può accadere se ci si tocca accidentalmente la bocca dopo aver fatto giardinaggio, pulito la lettiera del gatto, o toccato qualunque cosa sia venuta in contatto con con le oocisti sporulate.
  • Ingestione di terra contaminata.
  • Dalla madre al feto, se la donna viene in contatto con il parassita per la prima volta durante la gravidanza
  • L'inalazione di oocisti sporulate è rara ma descritta.
  • Sebbene sia molto raro, il toxoplasma si può trasmettere attraverso trasfusioni o trapianti di organi
  • In uno studio multicentrico in Norvegia ed Europa del 2000 su infestazioni in gravidanza non ne ha evidenziate per contatto diretto con il gatto.
Resistenza
Cisti tissutali:
Sono quelle forme che ingeriamo con la carne, e anche se sono meno resistenti delle oocisti ambientali non è così facile eliminarle.
  • resistenti ai succhi gastrici
  • resistenti a 1 grado per più di 3 settimane
  • Non tutte vengono distrutte a – 12 °C dipende dai ceppi di toxoplasma (dati non chiari sul congelamento/surgelamento)
  • Vengono uccise dalla salatura e affumicamento degli insaccati stagionati, non di quelli freschi o fatti in casa
  • Vengono uccise subito a 67 °C, resistono 4 minuti a 60°C (generalmente le cotture della carne durano di più)
  • Vengono uccise dai detergenti e, quindi, le mani e tutti gli utensili utilizzati per la
    preparazione di carne cruda o altri alimenti da animali devono essere puliti a fondo con acqua calda e detergente
  • La cottura a microonde non garantisce l’uccisione
Oocisti: sono quelle eliminate nelle feci dai felini, ma che non sono subito sporulate e quindi non immediatamente infettive. Servono almeno 24 ore nelle condizioni ideali.
  • Terreni umidi e sabbia per 18 mesi
  • In laboratorio: in frigorifero a 4° gradi per 54 mesi e al congelamento a – 10°C per 106 giorni
  • Cottura a 55-60 gradi resistono solo 1 – 2 minuti
  • Molto resistenti ai disinfettanti
Precauzioni
Queste misure preventive devono essere osservate principalmente dalle donne in gravidanza e da persone con il sistema immunitario indebolito.
Di interesse alimentare
  • Lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo qualunque attività all’aperto, specialmente prima di mangiare e di cucinare
  • Quando si prepara della carne cruda, lavare bene con sapone e acqua calda i taglieri, i lavandini, i coltelli e altri utensili che possono essere venuti in contatto con essa per evitare la contaminazione crociata con altri cibi
  • Lavarsi bene le mani con il sapone dopo aver manipolato carne cruda
  • Cuocere tutta la carne completamente. Non assaggiare la carne prima che sia completamente cotta.
  • Preferire le verdure cotte, il lavaggio abbondante o con disinfettanti non garantisce assolutamente l’eliminazione delle oocisti.
  • Evitare i latti crudi non pastorizzati
  • Evitare gli insaccati freschi (salami e salsiccie) e quelli casalinghi
  • Bere solamente acqua potabile, in casi dubbi preferire quella confezionata (viaggi)
In altri ambiti
  • Indossare i guanti quando si fa giardinaggio o qualunque altra attività che richiede di toccare la terra. I gatti, che di solito possono trasmettere i parassiti attraverso le feci, usano spesso i giardini per i loro bisogni o le aree gioco dei bambini.
  • Se si possiede un gatto, evitare che contragga la malattia: tenerlo in casa e nutrirlo con cibi industriali. I gatti si infettano mangiando prede infette o se gli viene data carne contaminata, cruda o poco cotta
  • Non portare un gatto nuovo in casa se può avere trascorso del tempo all’aperto o aver mangiato carne cruda. Evitare in particolare gatti randagi o gattini che hanno le loro abitudini
  • Assicurarsi che ci sia qualcuno in buona salute e non in gravidanza che si occupi di svuotare la lettiera del gatto. Se questo non è possibile, indossare i guanti e pulire la lettiera ogni giorno (il parassita che si trova nelle feci di gatto, impiega almeno un giorno prima di diventare infetto), lavarsi le mani e la lettiera con acqua calda e sapone una volta finito. La lettiera del gatto dovrebbe rimanere coperta quando non è usata
L'epidemia più grandi e meglio documentata della toxoplasmosi acuta nell'uomo fino ad oggi si è verificata in 110 individui a Vancouver, in Canada, nel 1995. Gli studi epidemiologici hanno chiaramente che l'epidemia era stata causata dalla contaminazione delle acque potabili con oocisti.
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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mercoledì 30 aprile 2014

La Rogna Otodettica: Otodectes cynotis

La rogna otodettica, anche detta otoacariasi, è l'infestazione da acari più comune nel gatto. E' causata da Otodectes cynotis che vive principalmente nel condotto uditivo esterno e più raramente in altre parti del corpo quali testa e collo. La trasmissione avviene per contatto diretto, soprattutto nel periodo neonatale o attraverso il contatto con l'ambiente infestato. La rogna otodettica è altamente contagiosa e non è specie specifica potendo causare otite anche nel cane e nel furetto.
Tutti gli stadi del ciclo evolutivo si ritrovano nel condotto uditivo dove si riproducono. Le femmine depongono le uova e le larve si trasformano in adulti in 14-21 giorni. Gli acari escono da un condotto uditivo per infestare quello controlaterale e possono sopravvivere per qualche giorno sul mantello. I parassiti si nutrono di cerume e dell'essudato causato dalla loro azione istolesiva sui tessuti.
acaro
I sintomi della rogna otodettica sono rappresentati da otite molto pruriginosa di solito bilaterale, con cerume secco di colore nerastro. Spesso si osservano lesioni autoindotte intorno ai padiglioni auricolari e otoematomi. Alcuni gatti possono tollerare la presenza degli acari senza mostrare segni clinici.
La diagnosi è confermata tramite l'esame microscopico del cerume auricolare in cui si ritrovano numerosi acari adulti e stadi immaturi.
Numerosi farmaci sono disponibili per il trattamento della rogna otodettica:
-il fipronil spot-on applicato direttamente nel condotto auricolare
-l'ivermectina somministrata per via sottocutanea
-la salamectina spot-on applicata sulla cute tra le scapole
Prima di questi tipi di trattamenti, ad eccezione del fipronil, è consigliata la pulizia del condotto uditivo con soluzioni detergenti e il trattamento acaricida di tutto il corpo con l'applicazione spay o spot-on di fipronil o iniezioni sottocutanee di ivermectina. Per il successo della terapia tutti gli animali conviventi devono essere trattati.  Di solito non è necessario utilizzare una terapia con glucocorticoidi per attenuare il prurito in quanto il trattamento acaricida fa effetto nel giro di qualche giorno. Se fosse necessario si può usare prednisolone alla dose di 0.5 mg/kg una volta al giorno per via orale per qualche giorno.
 
Articolo a  cura della Clinica Veterinaria Borgarello    
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La Giardia

La Giardia rappresenta un problema sanitario diffuso in tutto il mondo; può colpire sia gli animali che l'uomo (zoonosi), causando problemi enterici anche piuttosto seri soprattutto nei cuccioli e nei bambini al di sotto dei due anni di età. Poiché la Giardia si trova praticamente ovunque, è caldamente consigliabile rispettare norme igieniche piuttosto rigorose qualora si abbia un cane in cui è stata diagnosticata la malattia. Bisogna lavarsi le mani accuratamente dopo la rimozione delle feci ed è consigliabile evitare di portare i cani imagein luoghi frequentati dai loro simili, specie se cuccioli ( parchi, campi da addestramento, aree cani ). Solo dopo il trattamento antiparassitario il cane potrà riprendere tutte le sue normali attività. La giardia è un protozoo flagellato, che vive nell'acqua, e si moltiplica all'interno del tratto gastrointestinale. Il tipo di Giardia che infesta cani e persone è la Giardia Lamblia o intestinalis o duodenalis. 
Il contagio è ambientale, il cane e il proprietario possono contrarre la giardia entrando in contatto con feci umane/animali infette oppure con acque o terreni che ospitano questo parassita. I soggetti parassitati eliminano le feci con grande quantità di cisti ( fino ad un milione per grammo di feci) per diversi mesi. Le cisti sono ovoidali e tetranucleate ( nelle forme immature sono binucleate ), presentano parete sottile ed hanno diametro di 8-13 µm.
Ne bastano 10 per provocare l'infezione.
I trofozoiti sono molto resistenti nell'ambiente esterno, ma quando vengono ingeriti i succhi gastrici rompono la parete della cisti e i parassiti liberi vanno a colonizzarsi nell'intestino tenue e più raramente nel crasso. I protozoi aderiscono alla superficie della mucosa intestinale, senza penetrarvi, provocando alterazioni nell'assorbimento intestinale.
SINTOMATOLOGIA
Si tratta di una patologia che nella maggior parte dei casi non comporta gravi conseguenze e si presenta in forma asintomatica. I principali sintomi della giardia sono diarrea intermittente, feci poco consistenti, dolore addominale, vomito e febbre. Possono verificarsi anche sintomi extraintestinali quali dermatiti, artrite, orticaria. Le feci si presentano spesso acoliche, soffici, schiumose e maleodoranti. Il cane è un importante serbatoio di infezione ed è spesso un portatore asintomatico.
DIAGNOSI image La diagnosi di infezione da Giardia è basata principalmente sulla presenza di trofozoiti o  cisti all'esame fecale diretto o all'esame fecale per arricchimento. Una piccola quantità di feci o muco freschi vengono mescolati con una goccia di soluzione 0,9 % di NaCl su un vetrino da microscopio ed esaminata ad una risoluzione 10x. Quando si osserva un microorganismo dotato di motilità, è necessario aumentare la risoluzione a 40x per valutare le caratteristiche strutturali. L'applicazione di un colorante come soluzione di Lugol o blu di metilene sul preparato ancora umido aiuterà a visualizzare le strutture interne del protozoo. La presenza di cisti o oocisti protozoarie viene meglio dimostrata dopo concentrazione fecale ottenuta con centrifugazione in zinco solfato.
TERAPIAimage La terapia per essere efficace deve essere accompagnata da corrette misure di profilassi i gienico-ambientali. Fino a poco tempo fa il farmaco di scelta era il metromidazolo a 25 mg/Kg due volte al dì per 10 giorni. Il largo uso del metronidazolo in medicina umana e veterinaria ne ha compromesso l'efficacia.
Attualmente ottimi risultati si ottengono con alcuni benzimidazolici, tra cui il Fenbendazolo somministrato alla dose di 50 mg /Kg per 2 -3 giorni consecutivi, dose efficace anche contro le infestazioni da nematodi oppure l'associazione Febantel-Pirantel-Praziquantel.
DISINFESTAZIONE AMBIENTALE
La disinfestazione ambientale è consigliata in presenza di un animale infestato e di altri soggetti a rischio.
Utilizzare ammoniaca in soluzione al 5% per 20 minuti per l'inattivazione delle oocisti.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello    
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Le Zecche

Le zecche sono parassiti temporanei e, rispetto alla loro sopravvivenza, il periodo che passano sull'ospite è abbastanza breve. Quelle che più facilmente infestano i nostri animali domestici sono Ixodes ricinus e Rhipicephalus sanguineus .image
In Italia le infestazioni tendono ad aumentare da maggio ad agosto per poi decrescere verso settembre-ottobre, ma ci sono notevoli variazioni a seconda di temperatura e umidità ambientale. Ai nostri climi la zecca è comunque attiva per la maggior parte dell'anno. Una volta salita sull'ospite si sposta in una zona ideale per nutrirsi, scegliendo di solito parti dove la cute è sottile, come le orecchie e la superficie interna degli arti.
L'effetto patogeno è provocato dall'apparato buccale che penetra nella cute ed è in grado di assorbire grandi quantità di sangue e di trasmettere microrganismi patogeni. L'adesione e la penetrazione sulla cute dell'ospite sono favorite dagli enzimi presenti nella saliva, che contiene anche sostanze con azione antidolorifica e antiinfiammatoria in grado di rendere meno sensibile l'ospite all'aggressione della zecca.image
Le infestazioni da zecche sono importanti per 3 ragioni:
  • i parassiti, soprattutto le femmine adulte, si nutrono di grandi quantità di sangue e possono quindi causare anemia
  • le lesioni cutanee, dovute alla penetrazione del parassita, si possono infettare.
  • possono trasmettere diversi agenti patogeni per gli animali come l'erlichiosi, la babesiosi  e la malattia di Lyme
  • possono trasmettere malattie all'uomo -------> ZOONOSI
Il controllo delle zecche è basato sull'uso di prodotti acaricidi sotto forma di bagni, spray e pratici ed efficaci spot-on o collari. In alcuni casi è necessario effettuare dei trattamenti ambientali per eliminare le forme non parassitarie.
Sono disponibili in commercio diversi principi attivi:
  • FIPRONIL: è disponibile in formulazione spray o spot on ed elimina le zecche presenti sull'animale in 48 ore. Persiste sull'ospite per un mese ed è resistente ai bagni, purchè vengano fatti almeno 48 ore dopo l'applicazione. E' una molecola con un ampio margine di sicurezza nel cane e nel gatto.
  • PERMETRINA: è un prodotto ad azione insetticida e acaricida. Esiste sotto forma di shampoo, spray e spot on, da sola o in associazione ad altri principi attivi. Ha una durata di 1 mese come prevenzione contro le zecche.
  • DELTAMETRINA: è una molecola con spiccata attività insetticida e acaricida. E presente sul mercato sotto forma di shampoo o come collare che ha una durata contro le zecche di 6 mesi.
  • AMITRAZ: è presente come emulsione da diluire o spot-on, da solo o in associazione ad altri prodotti . E' efficacie contro le diverse specie di zecche.
Molte volte non si riescono a debellare le infestazioni da zecche nei nostri animali per una errata somministrazione dei prodotti antiparassitari. 
 
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello    
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I coccidi: Eimeria e Isospora

I coccidi sono dei microorganismi unicellulari (protozoi) di dimensioni microscopiche non visibili ad occhio nudo, vivono all’interno delle cellule dell’intestino dei nostri animali.

Nella pratica veterinaria vengono definiti “ coccidi “ i microrganismi appartenenti ai generi Eimeria e Isospora. In particolare i coccidi del cane e del gatto appartengono al genere Isospora. Le specie più diffuse nel gatto sono Isospora felis e Isospora rivolta, nel cane Isospora canis.

oocistiI coccidi del genere Eimeria e Isospora sono specie/ specifici quindi possono riprodursi e svolgere il loro ciclo vitale all’interno di una sola specie (i coccidi del cane infestano i cani, quelli del gatto solo i gatti ).

Questa malattia non è trasmissibile all’uomo.

La coccidiosi colpisce soprattutto i soggetti giovani, 2-4 mesi di età, quelli in cattivo stato di salute e quelli allevati in scarse condizioni igieniche.
Ciclo:
Isospora compie un ciclo “diretto”.L’infezione avviene per ingestione delle oocisti mature presenti nell’ambiente eliminati con le feci da un animale malato o portatore. A livello intestinale, soprattutto intestino tenue (ileo) le oocisti liberano gli sporozoiti dotati di vivace movimento penetrano le cellule epiteliali della mucosa. Qui si accrescono e si moltiplicano, provocando la lisi delle cellule infettate. I parassiti allo stadio di merozoiti, liberati, invadono altre cellule riprendendo il loro ciclo e determinando cosi la distruzione dell’epitelio intestinale. DSCN4351  Le lesioni più gravi a carico dell’intestino sono emorragie puntiformi, diffuse, o nei casi più gravi estese ulcere.Le oocisti immature vengono emesse con le feci e in condizioni ambientali favorevoli subiscono un processo di maturazione che le rende infestanti. Sono molto resistenti ai comuni disinfettanti come la candeggina e alle basse temperature, sono invece sensibili alla luce solare diretta, all’essiccamento e ai solventi lipidici. Isospora compie anche un ciclo “indiretto”. Se il parassita viene ingerito da ospiti intermedi come i roditori, colonizza vari organi come il fegato, linfonodi, milza, cervello e polmoni. Se un ospite recettivo come il gatto ingerisce un ospite intermedio (topo) si infesta a sua volta.
Sintomi:
i sintomi principali sono dovuti all’azione traumatica a livello della mucosa intestinale: diarrea con muco, spesso emorragica, e talvolta vomito. A livello generale comprendono anoressia o disoressia, abbattimento, disidratazione e anemia. Nei casi più gravi possono comparire sintomi nervosi come crisi epilettiche e paresi, congiuntiviti, scolo nasale dovuto a infezioni secondarie. Nei gattini infestati da molto tempo e in modo grave si può sviluppare il prolasso del retto. Se possibile deve essere subito corretto con un intervento chirurgico.
Diagnosi:
La diagnosi viene effettuata tramite l’esame delle feci che permette di identificare le oocisti. Non deve essere eseguito nelle prime fasi della malattia, quando le oocisti non si sono ancora formate e non sono ancora state espulse, per non avere falsi negativi. Viene raccolto un campione fecale dal cane o dal gatto e sottoposto all’esame per flottazione per la ricerca delle oocisti.
Terapia:
La terapia delle coccidiosi si basa soprattutto sul ricorso a farmaci quali i sulfamidici come la sulfadimetossina, il trimethoprin, il furazolidone, l’amprolium e la clortetraciclina. Il trattamento deve essere prolungato per circa due settimane. Il trattamento con sulfamidici non è in grado di portare a un’eliminazione totale del parassita, ma consente all’organismo animale un ripristino di una specifica competenza immunologica.DSCN4350 Molte volte è necessario ricorrere anche a una terapia di supporto basata sull’impiego di soluzioni reidratanti, complessi vitaminico minerali e, in caso di infezioni intercorrenti, di antibiotici. Nei cani o gatti colpiti da vomito e diarrea sarà opportuno evitare la somministrazione di cibo per 24 – 48 ore. Per il ripristino della funzionalità digestiva è anche consigliabile il ricorso ad alimenti caratterizzati da un’elevata digeribilità, ampiamente diffusi in commercio. Di particolare rilievo sono le misure da adottare a carico dell’ambiente e dell’animale. Si dovrà avere cura di procedere a una disinfezione ambientale con sali quaternari di ammonio e a un bagno accurato dell’animale con lo scopo di eliminare qualsiasi traccia di residuo fecale.
Cosa fare:
Hai dei dubbi portaci un campione di feci fresco per l'esame.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello 
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Le Pulci: Ctenocephalides felis …

Le pulci che infestano i nostri animali domestici appartengono al genere Ctenocephalides e, allo stadio adulto, si comportano da parassita permanente. In caso di elevata infestazione ambientale possono aggredire anche l'uomo. image
C.felis è la specie più diffusa perchè si è perfettamente adattata alle condizioni ambientali presenti nelle nostre case. E' un insetto di 2-4 mm di lunghezza, di colore scuro. Il corpo è appiattito in senso latero-laterale, caratteristica che lo rende idoneo a muoversi velocemente nel mantello dei nostri animali. Le pulci adulte si riproducono circa 48 ore dopo il primo pasto di sangue. Ogni femmina depone in media 20-30 uova al giorno, per 2 mesi; le uova, lisce e di forma ovale, non sono fissate al mantello dell'ospite ma cadono nell'ambiente dove l'animale sta. Nelle giuste condizioni, in pochi giorni danno origine a larve che si nutrono delle deiezioni delle pulci adulte. Queste larve, muovendosi in senso orizzontale, si nascondono nei tappeti, tessuti e angoli bui della casa e, dopo una serie di mutazioni, si trasformano in adulti. Le giovani pulci vanno solitamente alla ricerca di un ospite, ma possono sopravvivere a digiuno per 1 settimana circa. Il ciclo biologico della pulce ha una durata variabile dai 14 ai 140 giorni a seconda della temperatura e dell'umidità ambientale. Il periodo di maggiore attività coincide con la stagione primaverile-estiva e a causa del riscaldamento, all'interno delle abitazioni, il ciclo biologico può svolgersi anche in inverno.
Per il trattamento dell'animale i prodotti più usati sono:
  • FIPRONIL: è un adulticida topico che inibisce in modo non competitivo l'acido gamma-aminobutirrico (GABA). Agisce molto rapidamente e porta alla morte del parassita per ipereccitabilità (100% di mortalità in circa 4 ore). Esiste in formulazione spray, utilizzbile già dall'età di 2 giorni, e spot on. Anche se il fipronil resiste bene agli shampoo, si consiglia l'applicazione ogni 3-4 settimane nei cani che vengono lavati frequentemente.
  • PERMETRINA: è un adulticida topico che agisce per contatto. La pulce muore per ipereccitabilità e paralisi
  • IMIDACLOPRID: è un adulticida topico che uccide le pulci causando arresto della conduzione nervosa
  • NITEMPYRAM: è un adulticida sistemico che interrompe la conduzione nervosa della pulce adulta portandola a morte. L'effetto è visibile 15-30 minuti dopo la somministrazione del prodotto per via orale ma il prodotto non ha alcuna attività residuale
  • IGR (regolatori della crescita): interferiscono con la crescita e lo sviluppo degli insetti.
  • LUFENURON: interviene sulla schiusa e sulla fuoriuscita delle larve che muoiono per essicazione.
La lotta alle pulci dev'essere pianificata a seconda del singolo caso, considerando le condizioni ambientali e le condizioni cliniche del soggetto. Sono presenti sul mercato moltissimi prodotti da usarsi in combinazione a seconda del risultato che si vuole ottenere. Il trattamento dovrebbe essere studiato insieme al proprietario e bisogna accertarsi che questo comprenda la terapia e sia in grado di somministarla correttamente.image Il trattamento ambientale è fondamentale per controllare gli stadi non parassitari che rappresentano il 95% della popolazione. La pulizia con aspirapolvere o battitappeti delle superfici e degli anfratti della casa è sottovalutata ma molto importante. Esistono, poi, prodotti chimici per rinforzare questo trattamento. Gli IGR servono per bloccare il ciclo delle pulci nell'ambiente e devono essere usati in associazione ad un prodotto adulticida che, uccidendo gli adulti appena escono dal bozzolo, gli impedisce di salire sull'ospite.
Molte volte non si riescono a debellare le infestazioni da pulci dei nostri animali per una errata somministrazione dei prodotti antiparassitari.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello    
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martedì 29 aprile 2014

Pulci e Zecche


Pulci e zecche sono gli ectoparassiti del cane e del gatto più comuni, e trasmettono ai nostri animali domestici malattie potenzialmente fatali o che possono comprometterne la qualità della vita. Sono le malattie trasmesse da vettori note come VDB, ovvero Vector – Born Diseases.


gatto pulciAlcune tra queste infezioni possiedono inoltre un potenziale zoonotico, possono cioè provocare gravi malattie all'uomo. La maggior parte delle infezioni causate dagli agenti patogeni delle VDB sono persistenti; il cane può esserne portatore per mesi o addirittura anni prima che si manifestino i segni clinici. Inoltre il trattamento dell'animale è a volte solo palliativo, e in molti casi non si raggiunge la guarigione clinica.  La diffusione globale degli ectoparassiti e l'incremento della prevalenza delle malattie trasmesse da pulci e zecche sono principalmente associati ai cambiamenti climatici e ambientali, e al manifestarsi di una resistenza ai farmaci da parte dei vettori e degli agenti patogeni.


In quanto parassiti ematofagi, le pulci e le zecche penetrano la cute del loro ospite con le parti dell'apparato boccale adattate a succhiare il sangue, e mentre si nutrono iniettano la loro saliva, tramite la quale possono trasmettere agenti patogeni come virus, batteri e protozoi. La trasmissione di questi agenti patogeni può avvenire rapidamente dopo il morso del parassita e l'unico modo di proteggere gli animali domestici dalle VDB è usare un ectoparassita dotato di proprietà repellenti, che impediscono al parassita di alimentarsi, e di un rapido effetto abbattente.     

MALATTIA


AGENTE PATOGENO


VETTORE


TEMPO DI TRASMISSIONE


Anaplasmosi granulocitica


Anaplasma phagocytophilium


Zecca


4 – 48 ore


Babesiosi canina


Babesia canis


Babesia vogeli


Theileria annae





Zecca





> 48 ore


Borreliosi o


Malattia di Lyme


Borrelia burgdoferi


Zecca


> 17 ore


Ehrlichiosi


Ehrlichia canis


Zecca


4 – 48 ore


Emobartonellosi


Mycoplasma haemocanis / haemofelis





Pulci e zecche





non confermato


Encefalite da morso di zecca


Flavivirus


Zecca


immediatamente



Sul mercato sono disponibili numerose opzioni di trattamento contro pulci e zecche, ma ognuna di queste presenta limiti specifici.


I prodotti spot-on sono tra i più utilizzati contro pulci e zecche, sono altamente efficaci e hanno un buon margine di sicurezza. Sono generalmente indicati per l'applicazione a intervalli mensili e la garanzia di una protezione adeguata dipende dall'uso regolare, al momento opportuno e in osservanza delle istruzioni riportate sull'etichetta dei proprietari di animali.


Prima dell'introduzione degli spot-on, i collari rappresentavano una delle principali scelte di trattamento. I collari in PVC (polivinilcloruro) furono sviluppati per la prima volta all'inizio degli anni Sessanta usando insetticidi organofosfati, e in seguito carbammati e piretroidi sintetici. Molti dei principi attivi utilizzati in principio nei collari tendono a essere meno potenti rispetto a quelli utilizzati nei prodotti spot-on; inoltre molti collari convenzionali hanno un odore sgradevole. La combinazione fra questi fattori aiuta a spiegare perché attualmente i vecchi collari non sono considerati la prima scelta quando si tratta della prevenzione di infestazioni da pulci e zecche.


Una delle ultime novità promosse da Bayer è per l'appunto Seresto, un innovativo collare per cani e gatti. Le sue caratteristiche differiscono molto da quelle dei collari insetticidi tradizionali, per esempio è idrorepellente e resistente all'acqua, tanto che ripetute immersioni in acqua del vostro animale non diminuirebbero l'efficacia di otto mesi contro le zecche. E' realizzato con una matrice polimerica inodore che offre proprietà insetticide e acaricide grazie all'uso di due principi attivi associati: imidacloprid e flumetrina. Si può utilizzare su cuccioli a partire da 7 settimane di età e su gattini da 10 settimane di età. Ha un'efficacia che dura fino a 8 mesi. E' particolarmente efficace contro le pulci e le zecche del cane e del gatto, ne previene l'infestazione e impedisce lo sviluppo delle larve di pulce. E' indicato per il trattamento delle infestazioni da pidocchi pungitori/masticatori, ed è anche in grado di migliorare le infestazioni da Rogna Sarcoptica. In più un meccanismo di sganciamento di sicurezza e il punto di rottura predeterminato, permettono agli animali di liberarsi se rimangono intrappolati accidentalmente.


Un’alternativa alla proposta della Bayer è la linea degli antiparassitari naturali Beaphar. La nuova linea Protezione Naturale Beaphar offre una gamma completa di prodotti completamente naturali ed in grado di creare un vero e proprio scudo a difesa dell’animale e del suo habitat domestico. I principi attivi contenuti nei prodotti Beaphar sono tutti innocui per l’uomo, per gli animali domestici e per l’ambiente. L’azione sinergica del Piretro unito all’estratto di Margosa (principi presenti nei prodotti antiparassitari della linea Beaphar) garantisce ai nostri amici animali una protezione efficace e sicura.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello   
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lunedì 28 aprile 2014

La Rogna Sarcoptica

Torniamo a parlare di dermatologia trattando un’altra parassitosi che può colpire diversi animali e anche l’uomo.
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La rogna sarcoptica o scabbia canina è una patologia cutanea molto pruriginosa e contagiosa causata da un acaro di piccole dimensioni con arti corti e rudimentali Sarcoptes scabiei var. Canis.
Questi acari sono parassiti obbligati e compiono tutto il loro ciclo vitale che dura 3 settimane sull'ospite. La femmina di Sarcoptes fecondata scava gallerie nello strato corneo dell’epidermide dove depone le uova. Man mano che avanza nelle gallerie si ciba di detriti cheratinici e fluidi tissutali che si producono a causa dell'irritazione. Dopo la schiusa le larve tornano sulla superficie della cute completando la loro maturazione.2013-10-04 14.31.05
La malattia che si trasmette per contatto diretto ha un periodo di incubazione di 1-3 settimane e non presenta alcuna particolare predisposizione di razza, sesso o età.IMG_5961
Le lesioni primarie sono rappresentate da papule con conseguenti croste localizzate soprattutto sui bordi dei padiglioni auricolari, a livello dei gomiti e dei garretti, sulla parte ventrale di torace e addome. Con il progredire dell’infestazione si notano eritema e alopecia generalizzata da grattamento su tutto il corpo.

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La diagnosi viene fatta con l’esame microscopico di raschiati cutanei per la ricerca di acari adulti, uova o feci. Gli acari in genere sono molto pochi e spesso i raschiati risultano negativi. La diagnosi può anche venire confermata dalla risposta alla terapia. Recentemente è stato sviluppato un test sierologico per la ricerca con tecnica ELISA degli anticorpi IgG specifici per il Sarcoptes. Questo test è molto sensibile e utile nell'identificazione dell'infestazione in caso di raschiati negativi.
Nel prossimo articolo parleremo della terapia delle rogna sarcoptica.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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La Terapia della Rogna Sarcoptica

Continuiamo a parlare di rogna sarcoptica facendo un breve cenno alla terapia di questa parassitosi.
Bisogna innanzitutto ricordare che, data l’elevata contagiosità della patologia, tutti gli animali conviventi vanno trattati, mentre in caso di contagio umano la malattia è autolimitante e non è necessario effettuare terapie.
Gli acari non sono molto resistenti nell’ambiente ma in caso di forti infestazioni è comunque consigliato effettuare un trattamento acaricida ambientale per evitare la reinfestazione dell’animale.
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La terapia topica consiste in spugnature di amitraz 1-2 volte a settimana per 3-4 settimane. Il prodotto è generalmente ben tollerato ma può comunque causare, soprattutto se usato su cute ulcerata o erosa, disturbi neurologici e gastro-enterici. Inoltre induce iperglicemia ed è quindi controindicato nei soggetti diabetici.
La terapia sistemica autorizzata è quella a base di selamectina una volta al mese per 2 volte.
L’utilizzo di terapie cortisoniche può essere utile per dare sollievo all’animale in caso di grave prurito. Il prurito, caratteristico di questa patologia, può aumentare nella prima settimana di trattamento a causa della morte della maggior parte dei parassiti.
Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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venerdì 4 aprile 2014

I Pidocchi del Gatto


La pediculosi nel gatto è una malattia contagiosa relativamente rara che colpisce soprattutto gattini e animali adulti tenuti in cattive condizioni igieniche o defedati. Questa parassitosi è sostenuta da un pidocchio morsicatore della specie Felicola subrostratus che è specifico del gatto e non rappresenta quindi un rischio per altre specie animali ne per l'uomo.


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Tutto il ciclo vitale, che dura 21-30 giorni si compie sul gatto. Gli adulti, che si nutrono di detriti epidermici, si accoppiano sull'ospite e le femmine gravide depongono uova strettamente adese ai peli. Dalle uova escono ninfe, praticamente uguali all'adulto ma solo più piccole, che si trasformano poi in adulti.

Sugli animali colpiti sono visibili uova bianche appiccicate ai peli e a seconda del colore del mantello si possono vedere anche i pidocchi adulti. Le lesioni dermatologiche non sono estremamente specifiche e sono rappresentate da prurito, alopecia e peli spezzati dovuti all'autotraumatismo o da dermatite desquamativa provocata dal parassita. La diagnosi differenziale va quindi posta nei confronti di altre cause di prurito.

La diagnosi viene fatta attraverso la visualizzazione del parassita a occhio nudo, con lente d'ingrandimento o con l'esame microscopico del pelo con scotch test su cui si possono visualizzare le uova opercolate o lendini strettamente adese al fusto pilifero per la maggior parte della loro lunghezza o direttamente i pidocchi. Questi sono privi di ali, con 3 paia di zampe e una testa pentagonale che termina a punta con un solco longitudinale centrale che serve da alloggiamento per il pelo.

Il trattamento viene fatto con fipronil 2 volte al mese per 3 o 4 volte o con ivermectina sottocute che però non andrebbe somministrata ai gattini. Nel caso di colonie o gattili infestati è necessaria un'accurata pulizia ambientale e il trattamento d'elezione risulta essere l'ivermectina.

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